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STORIA DI UN NO

Martedì 16 marzo 2027 – ore 9.00 e 10.30

di e con Annalisa Arione e Dario de Falco
musiche Enrico Messina
movimento scenico Annalisa Cima
Compagnia Arione de Falco

Fascia d’età: Scuola secondaria di I° grado
Tecnica utilizzata: teatro d’attore e narrazione

Durata: 1 ora circa

Storia di un No racconta di Martina, quattordici anni, e di Alessandro, che di lei si innamora praticamente subito. È la storia di un incontro e di un primo bacio, ma soprattutto di una relazione nella quale, poco alla volta, l’amore rischia di confondersi con il possesso e l’altra persona con qualcuno che deve rispondere ai nostri desideri e bisogni.

Al centro c’è Martina e la sua capacità di riconoscersi come persona intera, di prendere consapevolezza di ciò che sta vivendo e, infine, di dire no. Un gesto individuale che innesca una reazione capace di cambiare le cose. Lo spettacolo affronta così il mondo affettivo degli adolescenti e la complessità delle prime relazioni, offrendo uno spazio per parlare di emozioni, rispetto e libertà.

Tematiche principali

  • Educazione sentimentale e affettiva
  • Parità e stereotipi di genere
  • Rispetto dell’altro e dei suoi confini
  • Amore, possesso e relazioni tossiche
  • Violenza di genere
  • Consapevolezza e capacità di dire “no”

Tecniche e linguaggi utilizzati

In scena una narratrice e un narratore interpretano i diversi personaggi e ne raccontano apertamente anche gli stati d’animo. Questa scelta permette di dare un nome alle emozioni, particolarmente importante in un’età in cui spesso ciò che si prova arriva prima delle parole necessarie per esprimerlo. La scena è vuota: sono i corpi degli interpreti e le atmosfere musicali a costruire ambienti, situazioni e relazioni.

Spunti didattici

Lo spettacolo può diventare il punto di partenza per un confronto in classe sulle prime relazioni affettive e sul significato del consenso e del rispetto reciproco. Si può lavorare sul riconoscimento delle proprie emozioni e di quelle altrui, sui confini personali, sugli stereotipi di genere e sulla differenza tra comportamenti che esprimono affetto e comportamenti di controllo o possesso.

Particolare attenzione può essere dedicata proprio alla parola “no”: cosa significa riuscire a pronunciarla, rispettare quella degli altri e riconoscere il diritto di ciascuno a stabilire i propri limiti.