Mercoledì 17 marzo 2027 – ore 9.00 e 10.30
di Dario E. de Falco
con Annalisa Arione e Dario E. de Falco
Compagnia Arione de Falco
Fascia d’età: 6-10 anni PRIMARIA
Tecnica utilizzata: teatro d’attore, teatro fisico e narrazione
Durata: 1 ora circa
Pelle d’Oca racconta la storia di due oche, un fratello e una sorella. Per la più giovane è arrivato il momento di partire; il fratello, che quel viaggio lo ha già affrontato, conosce le difficoltà del volo e vorrebbe proteggerla, ma sa anche che crescere significa, prima o poi, trovare il coraggio di spiccare il volo. Tra i due nasce così un dialogo fatto di affetto, paura, cura e fiducia: chi parte deve imparare a volare, chi resta deve imparare a lasciar andare.
Attraverso la metafora della migrazione delle oche selvatiche, lo spettacolo racconta il viaggio nelle sue diverse forme: quello che accompagna ogni crescita e cambiamento, ma anche quello di chi lascia il proprio luogo d’origine alla ricerca di un posto nuovo in cui vivere meglio e in sicurezza. Il volo diventa così un’immagine capace di parlare ai bambini di distacco, scoperta, incontro e accoglienza.
Tematiche principali
- Il viaggio come crescita e trasformazione
- Il distacco e il cambiamento
- Il coraggio di affrontare nuove esperienze
- Migrazione, partenza e arrivo
- Accoglienza e incontro con l’altro
- Differenze culturali e linguistiche come ricchezza
- Fiducia, autonomia e legami affettivi
Tecniche e linguaggi utilizzati
La messa in scena è essenziale e lascia grande spazio all’immaginazione. Con pochissimi elementi scenici, gli attori costruiscono il racconto attraverso corpo, voce, movimento e gioco teatrale. Il linguaggio è simbolico e poetico: le due oche sono allo stesso tempo animali e figure nelle quali riconoscere figli, genitori, fratelli e sorelle, mentre il loro viaggio può rappresentare tanto la migrazione quanto ogni esperienza di crescita e cambiamento.
Spunti didattici
Lo spettacolo offre diversi percorsi di approfondimento. Si può partire dal viaggio delle oche migratrici, approfondendone caratteristiche e comportamenti, per arrivare al significato metaforico del viaggio: partire, lasciare qualcosa di conosciuto, affrontare l’incertezza e scoprire nuovi luoghi.
In classe si può inoltre riflettere sulle esperienze di cambiamento e distacco vissute dai bambini e, gradualmente, sul tema delle migrazioni umane, dell’accoglienza e della convivenza tra persone con storie, lingue e culture differenti. Lo spettacolo invita infatti a considerare la diversità non come un ostacolo, ma come una possibilità di incontro e di arricchimento reciproco.

