autore
attore
musiche
ensemble musicale e arrangiamenti
C’è stato un momento in cui il nostro Paese, e una gran parte del mondo, è apparso felice. Sono gli anni a cavallo del 1958, gli anni immediatamente precedenti e successivi all’inizio del boom economico. La gente era, o sembrava, felice, carica di futuro negli occhi.
E se c’è un uomo che incarna tutto questo nel proprio corpo, se c’è qualcuno che, con la sua voce e con la spinta vitale che ha abitato ogni suo passo, rappresenta pienamente quegli anni, quest’uomo è Domenico Modugno.
Con una sola canzone rende l’intero Occidente felice di esistere. Eppure lui sapeva di lavorare sull’effimero, sull’impalpabile ma, nonostante tutto, si ostinava a crederci:
«Io voglio cantare la felicità. Anche se non esiste, mi voglio illudere che esista, devo credere che esista».
E lo fa con ostinazione, con tormento interiore, ma fino in fondo.
Nel blu è il racconto intimo di un uomo proveniente da una terra dimenticata da Dio, quella Puglia che sarebbe rimasta alla periferia del Regno ancora per decenni, almeno fino a quando anch’io la lasciai per cercare altrove una vita artistica.
Un uomo che parte all’avventura per “fare l’attore” e si ritrova, dopo pochi anni, a insegnare a tutto il mondo a “volare”: apre la bocca e trascina via, con un urlo irrefrenabile, ogni residuo fosco del dopoguerra.
Proverò ad accostarmi alla sua storia con tutta la cura possibile, per non tradire un uomo della mia terra e per non tradire la mia terra stessa.
Un racconto di un’esistenza guascona e testarda, in cui i musicisti e compositori che saranno con me sul palco rappresentano l’altra voce di Domenico Modugno, quella voce che le parole non riescono e non possono rappresentare.
Mario Perrotta


