autore
regista
Una madre è disposta a tutto per far raggiungere il successo alla figlia di sei anni.
Una commedia originale e inaspettata che, in due anni di tournée, ha coinvolto platee ampie e trasversali, coniugando divertimento e riflessione sul rapporto fra felicità e realizzazione, affidandosi a un gruppo di interpreti rodatissimi e a un impianto scenico essenziale e fortemente caratterizzante.
Lo spettacolo
Come diventare ricchi e famosi da un momento all’altro è uno spettacolo di prosa che si muove tra commedia e tragedia.
Una madre è determinata a far diventare ricca e famosa la figlia di sei anni. Convinta che il talento non basti, decide di costruire un piano e di coinvolgere una celebre attrice, madre di una compagna di scuola della bambina.
Nel progetto finiscono progressivamente anche altre figure familiari, dando vita a una catena di azioni, fraintendimenti e tentativi di controllo che fanno precipitare la situazione.
A distanza di tempo, uno dei personaggi torna su quella vicenda e la ricostruisce davanti al pubblico, alternando racconto e azione.
La storia procede attraverso scarti improvvisi, cambi di prospettiva e slittamenti di tono, seguendo una progressiva deformazione degli eventi fino alle loro conseguenze finali.
Identità artistica
L’identità artistica di Come diventare ricchi e famosi da un momento all’altro nasce dall’incontro di diversi livelli di composizione – visiva, sonora e corporea – costruiti a partire dal fatto che l’intera narrazione è filtrata dal punto di vista di un personaggio che rielabora gli eventi a distanza di tempo.
Ciò che accade in scena oscilla quindi costantemente tra ciò che è realmente accaduto e il modo in cui viene ricordato, interpretato e riorganizzato. Questo scarto guida tutte le scelte artistiche dello spettacolo.
La scenografia è composta da grandi arnie, legate al mestiere del narratore: strutture modulari che si aprono come porte, diventano muri, soglie, superfici mobili e opere d’arte.
Lo spazio scenico si trasforma così in un ambiente funzionale e instabile, nel quale realtà, memoria e rappresentazione convivono.
Il lavoro sonoro interviene per stratificazioni, mescolando il ronzio delle api alle voci lontane delle bambine che giocano.
Costumi e trucco collocano i personaggi su un confine costante tra verosimiglianza e archetipo, senza mai scivolare nella caricatura.
Il lavoro attorale, frutto di un percorso condiviso e consolidato nel tempo fra il regista e gli interpreti, si inserisce in una ricerca artistica che mira a restare sul confine tra realismo e archetipo.
Ne nascono personaggi concreti e riconoscibili, ma al tempo stesso leggermente spostati, capaci di attraversare registri differenti senza perdere coerenza.


