
{"id":603,"date":"2019-06-06T13:46:14","date_gmt":"2019-06-06T11:46:14","guid":{"rendered":"https:\/\/teatrocarpi.comune.carpi.mo.it\/index.php\/2019\/06\/06\/jan-garbarek-group-featuring-trilok-gurtu\/"},"modified":"2019-06-06T13:46:14","modified_gmt":"2019-06-06T11:46:14","slug":"jan-garbarek-group-featuring-trilok-gurtu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/teatrocarpi.it\/index.php\/2019\/06\/06\/jan-garbarek-group-featuring-trilok-gurtu\/","title":{"rendered":"Jan Garbarek Group"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: inherit; font-family: inherit; font-size: 1.4em;\">L&#8217;ALTRA MUSICA<br \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: inherit; font-family: inherit; font-size: 1.4em;\"><strong>Jan Garbarek <\/strong>sassofono<strong><br \/>Rainer Br\u00fcninghaus <\/strong>pianoforte<strong><br \/>Yuri Daniel <\/strong>basso<strong><br \/><\/strong>feat.<strong> Trilok Gurtu <\/strong>percussioni<br \/><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-6\" src=\"https:\/\/teatrocarpi.comune.carpi.mo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/calendar.png\" alt=\"\" width=\"31\" height=\"30\" style=\"width: 31px; height: 30px; margin: 4px 6px 0px 0px; float: left;\" \/><\/p>\n<div style=\"padding-top: 10px;\">&nbsp;<span style=\"font-size: 12pt;\">Venerd\u00ec 14 aprile, ore 21<\/span><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"background-color: inherit; color: inherit; font-family: inherit; font-size: 1rem; caret-color: auto;\"><\/span><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Jan Garbarek pu\u00f2 probabilmente essere considerato uno dei musicisti che detta lo stile nel jazz europeo. E questo \u00e8 stato valido per gli ultimi cinquant\u2019anni. Innumerevoli musicisti sono stati influenzati dal suono di questo sassofonista norvegese, spesso descritto come innodico, lirico, vocale, etereo, meditativo e sicuramente scandinavo. Invece che adagiarsi su questo, e al contrario della sua auto-dichiarata pigrizia, Jan Garbarek all\u2019et\u00e0 di 71 anni si batte ancora per avere esperienze musicali nuove e sempre migliori, preferibilmente live in concerto: \u201d Cerco solo di suonare ci\u00f2 che io stesso vorrei ascoltare\u201d, spiega con grande modestia. \u201cSe qualcuno riesce ad immedesimarsi, alloora ottimo. Ogni reazione \u00e8 buona. E anche nessuna reazione va bene. Ad essere onesto, non fa una gran differenza. Mettiamola cos\u00ec: io non sono Elvis Presley. Non posso prevedere o anticipare ci\u00f2 che prova l\u2019ascoltatore. Ma quando i musicisti sentono che sono dentro al ritmo, \u00e8 un incantevole momento di pura felicit\u00e0. Quella sensazione \u00e8 assoluta euforia.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=TdcA8u5us80\"><br \/>https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=TdcA8u5us80<\/p>\n<p><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Garbarek si mantiene in forma con la sua pratica quotidiana e \u201cnon vede una fine vicina\u201d ma pianifica di continuare a essere creativo finche la salute glielo permette. Continua a comporre nuova musica incessantemente. Quando parla del suo lavoro creativo lo definisce una \u201ccosa rotolante\u201d e aggiunge &nbsp;&#8220;prima di poter solo pensare a una melodia o a una progressione di accordi, parto con l\u2019idea di un particolare ritmo.\u201d Nel 1963, figlio di un ex prigioniero di guerra polacco e della figlia di un contadino norvegese, \u00e8 stato ispirato pi\u00f9 da John Coltrane che dai Beatles. E proprio a Oslo, citt\u00e0 in cui \u00e8 nato, ha assistito a un concerto con Ravi Shankar, musicista indiano, al tempo non ancora famoso, ed \u00e8 rimasto incantato. Ma ha anche a cuore le canzoni norvegesi, la musica elettronica di sua figlia Anna, le sonorit\u00e0 africane e la musica contemporanea. \u201cNon posso comprendere davvero la complessit\u00e0, ma posso sicuramente godere degli elementi da cui mi sento particolarmente attratto e che girano intorno alla mia orbita,\u201d dice. \u201cDurante gli anni sono diventato una specie di spugna. Si pu\u00f2 dire che la musica che facciamo sia un vero ibrido imbastardito. \u00c8 un mix. Non si tratta di raggiungere un qualsiasi tipo di perfezione o rimanere fedele a una certa tradizione. In effetti, \u00e8 proprio l\u2019opposto. Pu\u00f2 essere di gran lunga pi\u00f9 interessante lasciare alcune cose nell\u2019area dell\u2019ignoto. Dobbiamo piuttosto curare e andare avanti con le nostre imperfezioni, che fuggire da esse.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Garbarek \u00e8 di nuovo in tour con la sua band: il pianista e tastierista tedesco Rainer Br\u00fcninghaus, che \u00e8 parte del gruppo da trent\u2019anni, il bassista brasiliano Yuri Daniel e il percussionista indiano Trilok Gurtu. Da pi\u00f9 punti di vista Garbarek vede se stesso e i musicisti della sua band come degli artigiani. &#8220;Un calzolaio sa anche come si fa una buona forma. Ma questo non interessa a nessuno. Quando le persone vedono la scarpa nella vetrina del negozio, l\u2019unica cosa che importa \u00e9 che gli piaccia o no.\u201d Dopo tutto, anche lui lo sa: \u201cInsieme possiamo puntare al cielo!\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\">\n<p>{loadmoduleid 187}<br \/>{loadmoduleid 228}<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; L&#8217;ALTRA MUSICA Jan Garbarek sassofonoRainer Br\u00fcninghaus pianoforteYuri Daniel bassofeat. 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