
{"id":546,"date":"2019-06-06T13:35:22","date_gmt":"2019-06-06T11:35:22","guid":{"rendered":"https:\/\/teatrocarpi.comune.carpi.mo.it\/index.php\/2019\/06\/06\/massimo-zamboni-la-mia-patria-attuale\/"},"modified":"2019-06-06T13:35:22","modified_gmt":"2019-06-06T11:35:22","slug":"massimo-zamboni-la-mia-patria-attuale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/teatrocarpi.it\/index.php\/2019\/06\/06\/massimo-zamboni-la-mia-patria-attuale\/","title":{"rendered":"La mia patria attuale"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: inherit; font-family: inherit; font-size: 1.4em;\"><strong>Massimo Zamboni <\/strong><span style=\"font-size: 12pt;\">voce, chitarre<\/span><\/span><span style=\"color: inherit; font-family: inherit; font-size: 1.4em;\"><strong><br \/><\/strong><br \/>ingresso libero e gratuito senza prenotazione<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-6\" src=\"https:\/\/teatrocarpi.comune.carpi.mo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/calendar.png\" alt=\"\" width=\"31\" height=\"30\" style=\"width: 31px; height: 30px; margin: 4px 6px 0px 0px; float: left;\" \/><\/p>\n<div style=\"padding-top: 10px;\">&nbsp;<span style=\"font-size: 12pt;\">Sabato 23 aprile, ore 21<\/span><\/div>\n<div>&nbsp;<span style=\"font-family: inherit; font-size: 1rem;\"><\/span><\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span class=\"s7\"><span class=\"bumpedFont20\"><strong>Cristiano Roversi<\/strong>&nbsp;basso, tastiere<br \/><\/span><\/span><span class=\"s8\"><span class=\"bumpedFont20\"><strong>Erik Montanari&nbsp;<\/strong>chitarre<br \/><\/span><\/span><strong><span class=\"s8\"><span class=\"bumpedFont20\">Gigi Cavalli Coc<\/span><\/span><span class=\"s8\"><span class=\"bumpedFont20\">ch<\/span><\/span><\/strong><span class=\"s8\"><span class=\"bumpedFont20\"><strong>i&nbsp;<\/strong>b<\/span><\/span><span class=\"s8\"><span class=\"bumpedFont20\">atteria<br \/><\/span><\/span><strong><span class=\"s8\"><span class=\"bumpedFont20\">S<\/span><\/span><\/strong><span class=\"s8\"><span class=\"bumpedFont20\"><strong>imone Filippi<\/strong> chitarre<br \/><\/span><\/span><em><\/p>\n<p>\u201cPatria non \u00e8 parola leggera. Contiene in s\u00e9 anche il mascheramento delle diseguaglianze, l\u2019esercizio&nbsp;della violenza in difesa di interessi personali o di casta. Ma Patria \u00e8 ci\u00f2 che abbiamo, che siamo,&nbsp;presenza immateriale che giustifica l\u2019essenza profonda dei popoli. Perch\u00e9 allora \u00e8 cos\u00ec difficile&nbsp;pronunciare questa parola per la lingua italiana? A questa domanda sono dedicate le dieci canzoni&nbsp;dell\u2019album.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anticipato da <em><strong>Canto degli sciagurati<\/strong> <\/em>e <em><strong>Gli altri e il mare<\/strong><\/em>, <em><strong>La mia Patria attuale<\/strong><\/em> \u00e8 il nuovo disco di&nbsp;Massimo Zamboni, prodotto da Alessandro \u201cAsso\u201d Stefana, storico chitarrista di Vinicio Capossela e qui in veste&nbsp;anche di polistrumentista (chitarre, bouzouki, pianoforte, mellotron, organo\u2026), La mia Patria attuale&nbsp;arriva a pi\u00f9 di dieci anni di distanza all\u2019ultimo progetto solista di Zamboni. Per l\u2019occasione, il&nbsp;musicista e scrittore emiliano ha chiamato a raccolta alcune vecchie conoscenze come Gigi Cavalli&nbsp;Cocchi, Simone Beneventi, Cristiano Roversi e Erik Montanari, gi\u00e0 al suo fianco in alcuni dei&nbsp;progetti musicali speciali di questi ultimi anni.&nbsp;Anche se, in alcuni brani, riaffiorano echi di quelle band che con il nome di CCCP e CSI hanno&nbsp;segnato la storia del punk e del rock nel nostro Paese, con La mia Patria attuale Zamboni inaugura&nbsp;un nuovo percorso della propria carriera artistica, focalizzandosi su una dimensione pi\u00f9&nbsp;cantautorale, con testi di natura pi\u00f9 letteraria e la voce come principale mezzo di espressione,&nbsp;avendo affidato le chitarre nelle sicure mani di Asso e di Montanari. Predilezione della forma&nbsp;canzone, ridimensionamento delle chitarre, prevalenza di sonorit\u00e0 acustiche, percussioni vive&nbsp;al posto di ritmi elettronici e un necessario lessico di stretta inattualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 <strong>La mia Patria&nbsp;attuale \u00e8 una fotografia in tempo presente di un Paese incapace di distinguere la propria Storia&nbsp;dall\u2019oblio e che ha lasciato la parola \u201cPatria\u201d alle narrazioni intossicate e incattivite della&nbsp;propaganda<\/strong>. Un paese sempre pi\u00f9 schiacciato fra la cronaca nera e la cartolina, incapace di&nbsp;pensarsi al di l\u00e0 degli stereotipi. \u201cUn album dedicato all&#8217;Italia in un momento in cui prevale \u2013&nbsp;giustificata \u2013 la mancanza di fiducia e di affezione e il sentimento della speranza non \u00e8 mai stato cos\u00ec&nbsp;flebile nella coscienza dei suoi cittadini\u201d dice Zamboni di un disco che si situa sommessamente&nbsp;all&#8217;incrocio tra la rabbia e la disillusione, l&#8217;incanto e lo sforzo: \u201cEppure, esiste un&#8217;Italia che<br \/>sogna, lavora, si offre, studia, sorprende, ci prova. Soprattutto, che non ascolta l&#8217;urlo generale.&nbsp;Un&#8217;Italia di singoli che operano in microcosmi coraggiosi, parcellari, fatta di talenti spesso silenziosi di&nbsp;cui il Paese attuale non sente il bisogno, di istituzioni e associazioni che conservano nel loro&nbsp;patrimonio genetico l&#8217;idea della collettivit\u00e0 e devono lottare giorno per giorno contro la sommersione,&nbsp;insistendo di voler esistere\u201d. Un album nato in un periodo difficile per tutti, durante una crisi mondiale&nbsp;che non \u00e8 riuscita a diventare spartiacque della Storia: \u201cHo immagini vivide del periodo di lavoro: i&nbsp;viaggi solitari verso lo studio su autostrade deserte causa covid, le autocertificazioni, la pizza&nbsp;mangiata su un cartone appoggiato alle ginocchia, un senso di straniamento imparagonabile ad altre&nbsp;sensazioni conosciute, l\u2019impossibilit\u00e0 di provare assieme agli altri musicisti. Ma forse proprio in&nbsp;questo risiede lo spirito dell\u2019album: nella solitudine di un viaggio lungo l\u2019Italia, affollando quel vuoto&nbsp;con presenze a me care e uguali.\u201d<\/p>\n<p><strong>Massimo Zamboni<br \/><\/strong>Zamboni &#8211; nato nella provincia pi\u00f9 rossa della rossa Emilia &#8211; \u00e8 sempre stato affascinato artisticamente dall\u2019immaginario e mito sovietico, da quando nel 1982 ide\u00f2 assieme Giovanni Lindo Ferretti i CCCP &#8211; Fedeli alla Linea, un gruppo punk con grande seguito di pubblico e oggi celebrato in tutti i libri di storia della musica. Una band che si defin\u00ec \u201cfilosovietica\u201d, parente stretta di Mishima e Majakovskij e del dadaismo russo, che produceva \u201cmusica melodica emiliana\u201d e guardava all\u2019Est per ragioni etiche ed estetiche, in contrapposizione al richiamo americano imperante in quegli anni di benessere e rampantismo. Proprio a Mosca e a Leningrado nella primavera del 1989 i CCCP tennero, dopo due piani quinquennali, il loro tour conclusivo. Crollato il Muro e scioltasi nel 1991 l\u2019Unione Sovietica, messi in soffitta i veementi proclami i CCCP posero fine al loro progetto artistico. Le loro ceneri generarono alcuni anni dopo i CSI (Consorzio Suonatori Indipendenti) che, con questo acronimo che strizzava l&#8217;occhio alla neocostituita Confederazione degli Stati Indipendenti, hanno solcato i palchi italiani per tutti gli anni Novanta, arrivando nel &#8217;97 al primo posto in classifica dell&#8217;Hit Parade italiana. Conclusa quell&#8217;esperienza, Zamboni ha poi intrapreso una carriera solista con nuovi album (<em>Sorella sconfitta, <\/em>2004; <em>L&#8217;inerme \u00e8 l&#8217;imbattibile, <\/em>2008; <em>L&#8217;estinzione di un colloquio amoroso, <\/em>2010; <em>Una infinita compressione procede lo scoppio, <\/em>2013), musiche per il cinema (tra le quali <em>Benzina, <\/em>2001; <em>Velocit\u00e0 massima, <\/em>2002; <em>L&#8217;orizzonte degli eventi, 2005; Terapia d&#8217;urto, <\/em>2006, <em>Il mio paese, <\/em>2006; <em>God Save The Green, <\/em>2012, <em>Il nemico. Un breviario partigiano, <\/em>2015) e il teatro <em>(La detestata soglia, <\/em>2010; <em>Biglietti da camere separate, <\/em>2011)<em>,<\/em> ma soprattutto \u00e8 diventato scrittore, con la pubblicazione di sette libri (tra i quali <em>In Mongolia retromarcia, <\/em>Giunti, 2000; <em>Emilia parabolica, <\/em>Fandango, 2002; <em>Il mio primo dopoguerra, <\/em>Mondadori, 2005; <em>L\u2019eco di uno sparo, <\/em>Einaudi, 2015; <em>Anime galleggianti, <\/em>La nave di Teseo, 2016, <em>Nessuna voce dentro,<\/em> Einaudi 2017, <em>La Trionfer\u00e0<\/em>, Einaudi 2021.<\/p>\n<p><span class=\"s7\"><span class=\"bumpedFont20\"><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"s9\"><span class=\"s8\"><span class=\"bumpedFont20\"><\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\">\n<div>\n<div style=\"text-align: center;\">&nbsp;{loadmoduleid 187}<br \/>{loadmoduleid 191}<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: center;\">&nbsp;<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Massimo Zamboni voce, chitarreingresso libero e gratuito senza prenotazione &nbsp;Sabato 23 aprile, ore 21 &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[29],"tags":[],"class_list":["post-546","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-stagione-teatrale-2021-22"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/teatrocarpi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/546","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/teatrocarpi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/teatrocarpi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/teatrocarpi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/teatrocarpi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=546"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/teatrocarpi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/546\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/teatrocarpi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=546"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/teatrocarpi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=546"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/teatrocarpi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=546"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}