
{"id":514,"date":"2019-06-06T13:46:14","date_gmt":"2019-06-06T11:46:14","guid":{"rendered":"https:\/\/teatrocarpi.comune.carpi.mo.it\/index.php\/2019\/06\/06\/chi-ha-paura-di-virginia-woolf\/"},"modified":"2019-06-06T13:46:14","modified_gmt":"2019-06-06T11:46:14","slug":"chi-ha-paura-di-virginia-woolf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/teatrocarpi.it\/index.php\/2019\/06\/06\/chi-ha-paura-di-virginia-woolf\/","title":{"rendered":"Edward Albee &#8211; Chi ha paura di Virginia Woolf?"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: inherit; font-family: inherit; font-size: 1.4em;\">TEATRO<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: inherit; font-family: inherit; font-size: 1.4em;\">di&nbsp;<strong><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">Edward Albee<br \/><\/span><\/strong><\/strong><span style=\"font-size: 12pt;\">con Sonia Bergamasco, Vinicio Marchioni, Ludovico Fededegni, Paola Giannini<\/span><strong><br \/><\/strong><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-6\" src=\"https:\/\/teatrocarpi.comune.carpi.mo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/calendar.png\" alt=\"\" width=\"31\" height=\"30\" style=\"width: 31px; height: 30px; margin: 4px 6px 0px 0px; float: left;\" \/><\/p>\n<div><span style=\"font-size: 12pt;\">Venerd\u00ec&nbsp;14 e sabato&nbsp;15 gennaio 2022, ore 21<\/span><br \/><span style=\"font-size: 12pt;\">Domenica&nbsp;16 gennaio 2022, ore 16<\/span><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>traduzione Monica Capuani<br \/>drammaturga Linda Dalisi<br \/>regia <strong>Antonio Latella<\/strong><br \/>scene Annelisa Zaccheria<br \/>costumi Graziella Pepe<br \/>musiche e suono Franco Visioli<br \/>luci Simone De Angelis<br \/>assistente al progetto artistico Brunella Giolivo<br \/>assistente volontaria alla regia Giulia Odetto<br \/>TEATRO STABILE DELL&#8217;UMBRIA <br \/>con il contributo speciale della FONDAZIONE BRUNELLO e FEDERICA CUCINELLI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Antonio Latella&nbsp;torna alla regia per dirigere un classico della drammaturgia americana scritto da Edward Albee nel 1962.&nbsp;<em>Chi ha paura di Virginia Woolf<\/em>&nbsp;\u00e8 il testo pi\u00f9 conosciuto del drammaturgo statunitense, vincitore di tre premi Pulitzer e di due Tony per il teatro, e&nbsp;racconta dello spietato gioco al massacro fra due coniugi, insegnanti universitari, con le loro bugie e i drammi borghesi irrisolti.<\/p>\n<div>\n<div>\n<div style=\"text-align: center;\">{loadmoduleid 187}&nbsp;<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>Note di regia<\/strong><\/p>\n<p>Non posso non partire dal titolo per affrontare questo testo che ancora una volta mi riporta all\u2019America e alla drammaturgia americana. Molti critici hanno detto che questo titolo \u00e8 solo un gioco ironico, un rimando intellettualistico alle paure di vivere una vita priva di delusioni. Una canzoncina che la nostra protagonista dissemina per tutto il testo, che riprende la melodia per bambini, e non solo, \u201cWho\u2019s Afraid of the big bad Wolf?\u201d ovvero: \u201cChi ha paura del lupo cattivo?\u201d. La paura del lupo, quel lupo che fin da piccoli \u00e8 fuori dalla porta pronto a sbranarci, pronto a punirci nel momento in cui non stiamo nelle regole che la societ\u00e0 ci impone. Eppure, non posso credere che questa scelta, in un autore attento come Edward Albee, sia solo un vezzo intellettualistico, dal momento che per sostituire la parola \u201clupo\u201d scomoda una delle figure intellettuali pi\u00f9 importanti del novecento, Virginia Woolf.<br \/>Perch\u00e9 lo fa? Non pu\u00f2 essere casuale per uno come lui, che fu adottato da piccolo da una famiglia di teatranti che non poteva avere figli, una famiglia talmente fuori dalle righe che lui aveva sempre sperato che quelli non fossero i suoi veri genitori.&nbsp; Infatti la scoperta della verit\u00e0 dell\u2019adozione pi\u00f9 che gettarlo in uno stato di depressione lo aiut\u00f2 a crescere e a vivere meglio.<br \/>Virginia Woolf \u00e8 un\u2019autrice che crea un nuovo modo di narrare, un nuovo linguaggio. Una vera visionaria, una combattente instancabile per l\u2019emancipazione femminile. Una donna che insegn\u00f2 alle donne ad uccidere le loro madri, come per gli uomini Edipo ci insegn\u00f2 ad uccidere i nostri padri, o meglio un\u2019idea di padre, come la Woolf uccise un\u2019idea di madre, quella che vedeva nella donna \u201cl\u2019angelo del focolare\u201d. Credo che tanto di tutto questo si trovi nel testo, la Woolf \u00e8 presente nei due protagonisti che fanno da specchio alla giovane coppia scelta come sacrificio di questo violentissimo e disperato amore, questo: \u201cjeu de massacre\u201d. La Woolf \u00e8 presente anche in una idea di narrazione che riguarda lo stesso Albee: \u201cOgni volta che entra la morte, bisogna inventare, mentire, ricostruire. La morte la puoi vincere solo con l\u2019invenzione\u201d. Ed \u00e8 proprio quello che fa fare Albee ai suoi protagonisti, prende spunto da questa frase della Woolf e porta questa coppia, ormai morente, a inventare per ricrearsi, per restare in vita, a scegliere di inventare un figlio mai esistito, ed \u00e8 spiazzante che lo faccia proprio lui che fu adottato. Bisogna scegliere di spiazzare la morte, di vincere la depressione, la paura, forse anche di anticiparla proprio come fece la grande Virginia Woolf.<br \/>Tutto accade in una notte, perch\u00e9 anche per Albee, come per la stessa Woolf, il tempo \u00e8 circolare, non invecchia mai. Il tempo resta giovane. Nel tempo va cercata la sospensione, l\u2019attimo, ed \u00e8 per questo che la Woolf affermava che non si pu\u00f2 scrivere a trama, bisogna scrivere a ritmo, l\u2019attimo \u00e8 nel ritmo, \u00e8 una sospensione. Ed \u00e8 strano che ancora un parallelismo mi porti a pensare ad una non casualit\u00e0 del titolo: anche Albee \u00e8 ossessionato dal ritmo, che incide con una scelta maniacale della punteggiatura, forse oltre al linguaggio la sua vera ricerca. Le cronache raccontano che quando dirigeva gli attori pretendeva un rispetto totale della punteggiatura che aveva scelto, un rispetto della partitura, e quindi del ritmo. Tutto ci\u00f2 mi porta ad una nuova avventura, un testo realistico, ma che diventa visionario per la potenza del linguaggio, per la maniacalit\u00e0 della punteggiatura e per la visionariet\u00e0, dovuta ai fumi dell\u2019alcool e alle vertiginose risate che divorano e fagocitano i protagonisti di questo testo. Albee, nel rifuggire ogni sentimentalismo, applica una sua personale lente di ingrandimento al linguaggio che sente parlare intorno a s\u00e9, ne svela i meccanismi di ripetizione a volte surreali che portano ad uno svuotamento di significato, ma come spesso accade in questo testo, parallelamente mostra come il linguaggio sia un\u2019arma efferata per attaccare e ridurre a brandelli l\u2019involucro in cui ciascuno di noi nasconde la propria personalit\u00e0 e le proprie debolezze. Per fare tutto questo ho voluto circondarmi di un cast non ovvio, non scontato, un cast che possa spiazzare e aggiungere potenza a quella che spesso viene sintetizzata come una notturna storia di sesso ed alcool. Un cast che avesse gi\u00e0 nei corpi degli attori un tradimento all\u2019immaginario, un atto-attore contro il fattore molesto della civilt\u00e0, che Albee ha ben conosciuto, come ci sottolinea nella scelta del titolo. Chi ha paura di Virginia Woolf? Se c\u2019\u00e8 qualcuno alzi la mano.<br \/><strong><em>Antonio Latella<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ckimgrsz\" style=\"left: 482px; top: 1256.8px;\">&nbsp;<\/div>\n<p>{loadmoduleid 189}<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; TEATRO di&nbsp;Edward Albeecon Sonia Bergamasco, Vinicio Marchioni, Ludovico Fededegni, Paola Giannini Venerd\u00ec&nbsp;14 e sabato&nbsp;15 gennaio 2022, ore 21Domenica&nbsp;16 gennaio 2022, ore 16 &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[29],"tags":[],"class_list":["post-514","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-stagione-teatrale-2021-22"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/teatrocarpi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/514","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/teatrocarpi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/teatrocarpi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/teatrocarpi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/teatrocarpi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=514"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/teatrocarpi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/514\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/teatrocarpi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=514"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/teatrocarpi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=514"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/teatrocarpi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=514"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}