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In viaggio con il Piccolo Principe

dai 6 anni - teatro d'attore

09

Luglio
«Il Piccolo Principe è un long-seller internazionale, un testo chiave di formazione. Antoine de Saint-Exupéry, il suo autore, era un aviatore e un umanista: adorava volare e si interessava agli uomini.» Il Piccolo Principe è un libro che si legge una volta, poi un’altra e un’altra ancora. Perché a ogni rilettura scopri cose nuove non solo del racconto, ma anche di te che lo stai leggendo. È una storia semplice ma intensa, rivolta ai bambini ma anche a ogni adulto, ricordandogli che è stato un bambino. È proprio da questa varietà di interpretazioni che nasce uno spettacolo ricco di situazioni poetiche, filosofiche, ma anche ironiche e divertenti, che accompagnano il pubblico dei ragazzi in un viaggio dentro e fuori dal mondo reale, per diventare una ricerca del Piccolo Principe che è in ognuno di noi. Questo spettacolo vuole essere un omaggio a un libro intramontabile, che si è meritato il titolo di “classico per l’infanzia” e non solo. Ci incoraggia a fare qualcosa che non è sempre facile: vedere con il cuore, sentire e non fermarsi alle apparenze. Parla con semplicità di cose grandi e anche difficili. Gli attori faranno viaggiare il pubblico tra i personaggi più importanti e le situazioni più emozionanti del mondo creato da Antoine de Saint-Exupéry.

Note di regia

La regia ha scelto di evidenziare un mondo surreale e fantastico, accompagnando il pubblico verso una libera interpretazione dei messaggi poetico-filosofici contenuti nel romanzo. Si vogliono stimolare le emozioni dei ragazzi con una messa in scena evocativa e, nello stesso tempo, divertente, arricchita di suggestioni visive e musiche coinvolgenti. Un teatro d’attore che spazia dall’onirico al grottesco, in una passerella di personaggi, musiche ed elementi scenografici che solleciteranno l’immaginazione degli spettatori, ricordando però che «L’essenziale è invisibile agli occhi».

Le tematiche principali

L’ingenuità e la fantasia dell’infanzia L’ingenuità e la fantasia dell’infanzia si contrappongono alla rigidità del pensiero dell’uomo adulto. «…I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano di spiegargli tutto ogni volta…» L’autore, infatti, nel racconto ci presenta diverse tipologie e stereotipi della vita adulta: il re che regna su tutto e su niente; il vanitoso che non sente altro che lodi; l’ubriacone che beve per dimenticare la vergogna di bere; l’uomo d’affari che passa il suo tempo a contare le stelle perché crede che, contandole, gli apparterranno; il lampionaio che trascorre la sua vita a spegnere e accendere il lampione e, infine, il geografo, che basa il proprio lavoro sulle ricerche degli esploratori ma, non avendo nessun esploratore a disposizione, si crogiola nell’ignoranza. Antoine de Saint-Exupéry mette in luce come gli adulti, con le loro “bizzarrie”, siano totalmente assorbiti dai propri affari e non riescano a cogliere il vero senso dell’esistere. Il valore dei sentimenti e dei legami Il libro e i suoi protagonisti possono essere letti come un messaggio di tolleranza e accettazione, ma soprattutto di riscoperta dei sentimenti e dei legami affettivi. Un promemoria di ciò che è veramente importante. Ritrovare il bambino che vive in ogni adulto L’autore, nel racconto, prova a cercare il bambino in ogni adulto che incontra, ma quando il Piccolo Principe mostra loro il disegno, tutti rispondono: «È un cappello». Così lui si abbassa al loro livello adulto. L’importanza dell’amicizia e dell’amore «Non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi» sono le parole che la Volpe rivolge al Piccolo Principe. Non è ciò che vediamo delle persone a renderle speciali ai nostri occhi, ma ciò che sentiamo per loro: un sentimento impercettibile all’occhio umano, ma tanto forte da condizionare la nostra vita. Il rispetto e l’accoglienza dell’altro “Addomesticare” significa compiere il lungo e lento cammino di avvicinamento verso la conoscenza, la confidenza e la comprensione. Il rispetto e l’accoglienza dell’altro, pur nella diversità, sono gli elementi che ci aiutano a superare la diffidenza e a essere fiduciosi nel prossimo e nel mondo circostante. Il cambiamento Il Serpente, simbolo della morte, assume in questo racconto un significato positivo: rappresenta l’inizio di un viaggio e di una nuova esperienza che può spaventare, ma che permette di conoscere e vivere qualcosa di nuovo. Il viaggio Il viaggio è il luogo dell’incontro: l’individuo cresce trovando, lontano dai propri legami affettivi, una dimensione esistenziale personale e affrontando consapevolmente l’evoluzione della vita.

13

Marzo

In viaggio con il Piccolo Principe